Summum ius summa iniuria

ingiustizia dm 1444Il diritto spinto all’eccesso diventa somma ingiustizia; somma giustizia, somma ingiustizia; il troppo diritto stroppia.
La massima, attribuita a vari giuristi romani, tra i quali Cicerone, avverte che il diritto, portato alle estreme conseguenze, senza i necessari adattamenti al caso concreto, può portare a commettere sostanziali ingiustizie. Sorge allora l’esigenza di contemperare il principio della giustizia col criterio dell’equità, ossia della giustizia, sì, ma nel caso concreto.
La rigorosa applicazione dei principi del diritto e della giustizia, spinta all’estremo, finisce per rovesciarsi nel suo diretto opposto, cioè nell’ingiustizia.
“Si commettono spesso ingiustizie anche per una certa tendenza al cavillo, cioè per una troppo sottile, ma in realtà maliziosa, interpretazione del diritto. Di qui il comune e ormai trito proverbio: ‘ somma giustizia, somma ingiustizia’ A questo riguardo, si commettono molti errori anche nella vita pubblica; come, per esempio, quel tale che, conclusa col nemico una tregua di trenta giorni, andava di notte a saccheggiar le campagne, col pretesto che il patto parlava di giorni e non di notti.” (Cicerone)