La soluzione adottata dal Comune di Venezia

Il Comune di Venezia ha adottato l’unica soluzione oggi possibile e cioè dalla sentenza 232 del 2005della Corte Costituzionale:

In secondo luogo, l’ordinamento statale consente deroghe alle distanze minime con normative locali, purché però siffatte deroghe siano previste in strumenti urbanistici funzionali ad un assetto complessivo ed unitario di determinate zone del territorio. Tali principi si ricavano dall’art. 873 cod. civ. e dall’ultimo comma dell’art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, emesso ai sensi dell’art. 41-quinquies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (introdotto dall’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765), avente efficacia precettiva e inderogabile, secondo un principio giurisprudenziale consolidato.
Significa che i Comuni per andare in deroga al D.M.1444 devono individuare delle zone ” previste in strumenti urbanistici funzionali ad un assetto complessivo ed unitario di determinate zone del territorio”. Cioè fare un Piano Regolatore o una variante al Piano Regolatore che individui le zone “afflitte” dal problema dei 10 metri e ne consentano la deroga.
Capite bene che farsi fare da un Comune una variante al PRG non è una cosa facile, ma il Comune che ha messo nei guai parecchia gente dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e darsi da fare.
Qui sotto potete vedere una variante tipo da far vedere al vs Comune e una planimetria allegata. Le “insulae” sono appunto le zone individuate dal Comune dove vengono previsti strumenti urbanistici funzionali ad un assetto del territorio.
Variante da visionare e/o scaricare in pdf (257 kb)
Planimetria da visionare e/o scaricare in pdf (970 kb)

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