Che fare

paura dm 1444Se siete arrivati a questa pagina vuol dire che non sapete che pesci pigliare, vuol dire che il caro vicino vi ha denunciato perchè la vostra casa non rispetta i 10 metri imposti dal d.m. 1444 del 1968, vuol dire che, della vostra concessione, potete farne un accendifuoco.
Non perdetevi d’animo perchè la strada è lunga.
Prima cosa: trovatevi un avvocato che sia AMMINISTRATIVISTA e cioè un avvocato che se ne intenda di pratiche con gli Enti Locali ed Amministrazione Pubblica. Attenzione! Un avvocato non è uguale agli altri e se voi per curarvi un dente non andate da un oculista, così per risolvere la questione dei 10 metri non potete andare da uno che si occupa di divorzi e, magari, costa poco ed è un amico.
Trovato l’avvocato amministrativista sappiate che:

  1. Non badate nè ascoltate ciò che vi dice il Comune nè tantomeno ciò che vi dice il progettista della casa: sappiate che essi (Comune, sindaco, architetto, tecnico comunale) sono parti in causa del processo che dovreste fare per cui non badate a qualsiasi cosa nè tantomeno “consiglio” vi dovessero dare.
  2. Fatevi un’idea dagli esempi allegati: se rientrate in uno di questi qualsiasi causa farete, sarete condannati alla demolizione.
  3. Se inizierete un processo, esso durerà almeno 15 anni prima di chiudere in Cassazione.
  4. Coinvolgete tutti: Comune e architetto. Il vostro avvocato saprà dirvi se vale la pena di coinvolgere anche il sindaco ed i tecnici del comune ma attenzione! Una recente sentenza del 2013 del Tar di Milano scagiona alla grande Comune, sindaco ed Amministrazioni: andatela a leggere e capirete in che mani siamo. Resta l’architetto ma anche qui calma: l’architetto può essere condannato per due tipi di colpa: semplice o grave. Per la colpa semplice non paga, per quella grave sì. Non abbiamo notizie finora se il progettare una casa a meno di 10 metri di distanza sia considerata dal giudice colpa grave o meno.
  5. Ricapitolando: se voi sarete condannati, il comune che vi ha dato la concessione sarà assolto (dovevate saperlo voi che non si può costruire a meno di 10 metri, avete indotto il comune a sbagliare, dirà il giudice), l’architetto verrà condannato ma non sappiamo se a pagare. Restate voi, solo voi.
  6. Il consiglio è presto detto: trattate, trattate subito e vedete di pagare il meno possibile. Vediamo come. (Premettiamo che se il giudice vi condanna a demolire,  non essendo voi abusivi ed avendo solo violato il diritto del vicino, sarà quest’ultimo a decidere se si dovrà demolire oppure se gli sarà sufficiente un indennizzo)
  7. Il vostro vicino vi farà i conti in tasca e penserà: se questo demolisce, oltre le spese di demolizione e ricostruzione, perderà metratura della casa e quindi il valore sarà x.

Qui entrate voi e la vostra decisione: dovete fare anche voi i conti in tasca a lui.

  1. 15 anni sono tanti ed il vostro vicino dovrà pagare un avvocato, fatevi dire dal vs. avvocato quanto gli costerà. Sono soldi che dovrà sborsare subito subito e voi, invece è molto probabile che glieli ridarete tra 15 anni, dopo la sentenza di Cassazione. Lui che avrà dal giudice? Avrà la demolizione e più o meno dai 10 ai 15.000 euro per la luce e l’aria che gli avete rubato. Dunque se lui parte dal valore della demolizione per avere soldi in tasca, voi dovete partire dai 10-15.000 euro che gli verranno riconosciuti come denaro contante.
  2. Chiamate un geometra e fate fare un controllo della casa del vicino, attraverso una consultazione degli atti in Comune. Se si trova qualcosa, avrete qualcosa con cui trattare.

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