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L’indirizzo della Associazione è:
Associazione Comitato 10 metri Via V. Gioberti, 25 – 30174 Mestre VE
telefono di riferimento:
3336725145
il presidente della Associazione è Giusto Cavinato
mail:info@comitato10metri.it

4 pensieri su “contatti”

  1. il problema dovrebbe essere risolto, o no?
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-06-06;380!vig=

    dpr 6 giugno 2001, n. 380
    Art. 2-bis. in vigore dal: 21-8-2013
    (( (Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati). ))

    ((1. Ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento
    civile con riferimento al diritto di proprieta’ e alle connesse norme
    del codice civile e alle disposizioni integrative, le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere, con
    proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto del
    Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e possono
    dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti
    residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attivita’
    collettive, al verde e ai parcheggi, nell’ambito della definizione o
    revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto
    complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali)).

  2. Credo che (peraltro mi sembra ripresa sul decreto del fare) nelle province di Trento e Bolzano si possa derogare al dm 1444 se nelle zone interessate dalle revisioni degli strumenti urbanistici siano individuate e realizzate delle aree a favore della comunità (parcheggi, verde, ecc). In pratica se sono aree nuove è facile intervenire per il Comune, altrimenti devono essere definite ed individuate (queste aree a disposizione della comunità), nelle aree già edificate, cosa questa piuttosto difficile.

  3. Salve,io ho lo stesso problema in Abruzzo nel comune di Roseto degli Abruzzi,siamo alla prima sentenza. Come noi ci sono una ventina di casi,ma qui abbiamo trovato in giro fogli dove dicevano come far soldi con il vicino…. In più so di avvocati che fanno pagare alla parte attrice solo 500euro di inizio spese e poi tutto a carico del “colpevole malcapitati”quindi non devono neanche affrontare le spese legali iniziali.
    Come possiamo essere di più ,fare rumore ed appellarci a l’Europa? Non si possono lasciare i cittadini allo sbaraglio e sotto ricatto del vicino,che tutti i giorni si alza e ti minaccia di denunciarti se non fai quello che dice lui…

    1. Buongiorno. Purtroppo la sentenza di condanna l’avrà anche in appello ed in Cassazione. Il DM 1444 non dà scampo in quanto nessuno, dal 1968 ad oggi, ha cercato di modificare il decreto rispetto alle situazioni reali del territorio italiano. Se le persone ipoteticamente coinvolte sono milioni (il solo comune di Venezia ha rilasciato 24.600 concessioni edilizie illegittime dal 1968 ad oggi- illegittima è una definizione della Corte di Cassazione- pensi quante ce ne sono in tutta Italia) solo pochi sono stati denunciati dai vicini. Come lei rileva, la possibilità di fare denaro con questi ricatti legittimi è in aumento, anche se i tempi saranno lunghi visto l’iter della giustizia italiana, ma inesorabili. La possibilità di rivolgersi all’Europa è minima in quanto per appellarsi alla Corte europea bisogna avere esaurito, contro l’amministrazione pubblica, tutti e tre i gradi di giudizio. O trovare un parlamentare europeo che si prenda l’impegno di portare avanti la questione. Per quanto riguarda il Senato italiano, la regione veneto ed il comune, l’abbiamo fatto e tutti (tutti) i politici da noi coinvolti hanno fatto la stessa domanda: quanti siete? Se ipoteticamente siamo milioni, in realtà le famiglie coinvolte in tribunale sono poche, ma condannate. Uno dei problemi politici di un ipotetico cambiamento della legge, sta nell’intravedere una apertura verso speculazioni edilizie, per cui, visto che siamo pochi, nessuno se la sente di portare avanti una discussione in parlamento.

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