Vedere per credere
Il proprietario del lotto "A", anni addietro, ha ricevuto dal proprio Comune il permesso
di costruire a 3 metri dal confine.
(Vedi dis. 1)
Passa del tempo e il proprietario del lotto "B" chiede la concessione di costruire
nel proprio terreno. Il terreno non è grande (circa 20mx20m) ma è
una tipica situazione che si ha nelle periferie di città, con piccoli
lotti uguali per costruire casette singole. Il Comune a questo punto ha un
problema: il D.M. del 1968 (puoi consultarlo dal menu) impone distanze di
10 metri tra edifici con pareti finestrate e, se applicato nel caso in questione,
impedirebbe di fatto la costruzione. (vedi
dis. 2) ![]()
Perchè 5m + 3m fanno 8 metri e non 10m. Oltretutto il
lotto "B" confina con il lotto "C" e, se l'edificio del
lotto "B" si avvicinasse troppo al confine, mancherebbe la distanza
dei 10 metri con la futura casa del lotto "C".
Oppure si potrebbe consentire
la costruzione di una casa molto stretta da risultare però troppo piccola
e ben al di sotto delle possibilità di edificare del lotto.(vedi
dis. 3)
A questo punto i Comuni
hanno un'idea: i "10 metri" possono essere divisi in due: 5 a me
e 5 a te, nel senso che il lotto "B" deve rispettare i "propri"
5 metri e se il proprietario del lotto "A" ha costruito a meno di
5 metri, non importa, l'importante è che tu, nuovo costruttore, rispetti
i "tuoi" 5 metri. (vedi
dis. 4)
![]()
L'ignaro costruttore
(stiamo parlando di un privato cittadino che di fronte alla legge è
il responsabile e non di un imprenditore edile) che nulla sa di leggi se non
quello che gli dice il Comune, costruisce la sua casetta convintissimo di
essere perfettamente in regola. Penserà il vicino del lotto "A",
se ben consigliato, a togliergli serenità e certezze.
Vedi "La spada di Damocle"